Anche il cavallo rischia l'inciampo
E' la prima volta , dopo il famigerato periodo di clausura , che incontriamo i nostri amici Umarells che, assolutamente ligi agli editti governativi, non si sono mai incontrati fra loro fino a che "il Conte l'ha dì che se pudeva", come affermato dal Pensionato a nome dell'intero gruppo.
Quattro parole per raccontarci le reciproche esperienze e poi il clima è diventato subito colloquiale, come se nulla fosse successo, a testimonianza della capacità di assorbimento e di reazione di una generazione di persone che " ne ha viste tante" ed è ancora in grado di affrontare le spiacevoli sorprese della vita con la spinta positiva di trovare soluzioni alle contrarietà.
L'Avvocato non ha perso la sua verve e nemmeno l'occasione di congratularsi con noi per un nostro articolo, nei giorni della "reclusione", nel quale rifiutavamo la definizione di "generazione perduta" per gli ultra settantenni, che in quel momento parevano il boccone preferito del famelico Coronavirus.
"Bravi , altro che perduta; noi siam gente che non ha molto tempo davanti per potersi permettere di piangerci addosso e siamo ancora qua " abili e arruolati" a far la nostra parte"
Una frase che suonava , ben conoscendo le petulanti attitudini degli Umarells, come un minaccioso grido di guerra, accolto con un applauso dal resto del gruppo e con un bacio , fuori dalle norme governative, stampato dalla Veneta sulla guancia dell'Avvocato per il quale ha un evidente debole..
Quello un po' più sotto tono ci sembrava il Sempreverde e la ragione ci sarebbe stata spiegata "riservatamente" più tardi da quella "sabetta" della Bartali, che la faceva ricadere sulla forzata lontananza da una fantomatica "morosa" fuori regione che, sempre a detta della Bartali, " la guerra è guerra, e durante la guerra l'ha truvà un alter".
Mah, misteri del Coronavirus che comunque confermano, se ce ne fosse stato bisogno, che la "bestia" oltre che danni fisici ha spesso causato anche danni morali e sociali .
Il Sempreverde, conscio della sua inconsistenza , aveva cercato di recuperare la scena rivolgendosi al Pensionato:
"Mi sun stuf de ves in man ai nobili; tè hai detto che fai le cose quando te lo dice di farle il Conte, el sindac
el conferma che la "piazza del Conte" la fa schiv ma che ci piace al Principe . E nun,, che sem il popolo, cuntum propri nient?"
Era stato come buttare un cerino su un cumulo di paglia perché la Veneta, che vanta non specificate origini di alto lignaggio e che assume spesso le posizioni del "che si stava meglio quando si stava peggio":
"Lasciate stare il Principe che è un vero signore e quando è venuto era proprio contento della piazza dedicata al suo avo!"
"Alura digh de vegnì chi lu a met a post i piastrel che salten su! Avanti Savoia, ma senza cur che il suo cavallo bianco l'e facil che el ciapa denter un quai scapusc in quela piaza lì",era stata l'irridente reazione del Sempreverde che , come una parte del suo partito,non ha mai digerito quella affrettata inaugurazione.
"Calma, calma-era intervenuta la Maestrina- il sindaco ha ammesso che vi sono molti guai da risolvere, che con l' impresa di Napoli c'è una discussione in corso, che ci sono fidejussioni che possono coprire sia i danni della piazza che le altre opere ancora da fare . Insomma, tutto sotto controllo"
Il Professore a quel punto era entrato in campo con la sua smania di citazioni :"Come disse Lord Chesterfield......."
"Chi, quel dei sigaret? - era stato l'improvvido sguaiato intervento del Sempreverde, guardato con disprezzo dal Professore, che aveva così continuato:
"Chi ha fretta mostra che la cosa che sta per fare è più grande di lui, e questa è forse la spiegazione di tutta una situazione gestita da una giovane Giunta volonterosa ma poco esperta e forse timorosa di restare col cerino in mano dopo tante promesse. Vi pare una ipotesi credibile?"
Come se la domanda fosse stata rivolta a lui personalmente, l'Avvocato si era sentito in dovere di mettere in campo tutta la sua professionalità:
"Mettiamo in ordine le cose. Carotaggi si o carotaggi no, pare che il fondo della piazza vada rifatto. Pendenze si o pendenze no, pare che lo zampillo più che di una fontana sembri l'abbeveratoio del cavallo del Principe. L'arredo urbano pare lasci insoddisfatta la gente che vede un gran campo di calcetto piuttosto che una piazza da frequentare. Di buono c'è che il sindaco conosce i problemi e anche l'errore commesso di dare l'abitabilità degli appartamenti ad opere non ultimate, togliendo pressione all'impresa che , coronavirus a parte, pare si "sia data alla macchia". Adesso l'ipotesi più credibile è quella che il Comune metta direttamente mani ai rifacimenti, avvalendosi per i costi relativi , e per le opere mancanti , di una fidejussione "napoletana" nelle mani del Comune stesso. "
Il gruppo ascoltava e l'Avvocato era stato invogliato a concludere in crescendo la sua arringa:
"Adesso i quesiti che la gente si deve porre sono i seguenti: chi doveva controllare in corso d'opera? Perché tanta fretta nel dare l'abitabilità senza aver controllato la bontà dei lavori e la garanzia nella conclusione dell'intero progetto? La fidejussione è sufficiente e soprattutto solida , visto che di fidejussioni "farlocche" a Busto qualcuna si è già vista? "
"A voi le conclusioni!"era stata la teatrale chiusa dell'Avvocato che si aspettava l'applauso dei presenti.
C'era stato invece un silenzioso sconcerto, che il Sempreverde aveva pensato di risolvere sfoderando tutta la sua anima padana:
"Stem a vedè.Certamente se quei fieu chì ( e il riferimento alla giovane Giunta era evidente) i credeven de fagala ai napuletan........... l'è cume pensà d'insegnà ai gat a rampegà.........."
E con questi quesiti sospesi nell'aria,abbiamo offerto a tutti il i caffè e ce ne siamo andati chiudendo la porta alle spalle, mentre la discussione non accennava ad esaurirsi.
