Il grillismo prima di Grillo
Giorno di visita agli amici Umarell ed entrata proprio nel momento in cui il Professore sta iniziando ad elargire una delle sua pillole di saggezza che incantano la platea:"In natura nulla si crea e nulla si distrugge. Tutto si trasforma". Abbiamo sulle prime pensato che si stesse parlando di rifiuti urbani e di quella teoria sull'economia circolare che va tanto di moda fra i pentastellati , ma che sembra non sia nota alla loro sindaca di Roma.
Capito
l'equivoco nel quale stavamo cadendo, il Pensionato era prontamente
intervenuto chiarendo "che sem mingà drè a parlà de rudera" ma
che stavano parlando di politica. In effetti il Professore stava
affermando che il fenomeno del "grillismo" non è una novità ma
la replica di un analoga esperienza avvenuta fra il 1946 e il 1948 e
che si chiamava "L'Uomo Qualunque". Una esperienza che aveva
delle spiccate affinità con l'attuale 5Stelle ma che raggiunse una
dimensione e una durata molto più ridotte, in ragione di una
possibilità mediatica
enormemente più limitata rispetto a
quella consentita dalle odierne tecnologie e dai mezzi economici a
disposizione..
"Eh
si - era intervenuto il Pensionato che voleva dimostrare di avere
buona memoria - l'unico mezzo di comunicazione era un giornale
settimanale di colore giallino e di carta leggera, molto ricercato
dai bidelli che in quegli anni, quando la carta igienica era ancora
un sogno americano, dovevano appendere a un chiodo, nei bagni dei
ragazzi, dei rettangoli di giornale. La Gazèta e l'Uomo Qualunque
"che eran i pusè murasit, eran la manna del ciel" . Il
Professore, visibilmente urtato da questi interventi esterni che lo
distraevano, aveva iniziato ad
illustrare le analogie fra i due
fenomeni politici. "Il Grillo di allora si chiamava Giannini; un
giornalista che , come il primo, aveva capito che alla gente piace
chi la spara pesante e chi usa una satira di "grana grossa".Aveva
così cominciato a storpiare i nomi dei politici e ad irriderli sul
suo giornale facendo incetta di querele. Il consenso era velocemente
cresciuto e con lui la tiratura del giornale e i relativi guadagni
(nulla a che vedere naturalmente con quanto successo al buon Beppe,
con i suoi spettacoli dei giorni nostri!).
I
due fenomeni sono nati dalla spinta a cavalcare lo scontento in
momenti economicamente difficili anche se non comparabili; uno
all'uscita da una guerra, l'altro all'uscita di un periodo di
recessione mondiale. L'ideologia dei due fenomeni può ritenersi,
seppur calata in tempi diversi, in larga misura sovrapponibile.
Populismo a briglia sciolta che a quel tempo ha dato origine al
temine, entrato nel
vocabolario italiano, di "qualunquismo"e
che si guarda a specchio con l'attuale "grillismo".
Antipolitica (più di facciata che di sostanza) rappresentata dalla
polemica costante con i tradizionali partiti dell'arco
parlamentare. Obbiettivo strategico: quello di entrare nella stanza
dei bottoni ."
Dopo
aver dato uno sguardo di fuoco a chi commentava "che l'è semper
per la cadrega", il Professore aveva concluso con quello che doveva
essere il suo sasso nello stagno: "L'Uomo Qualunque finì però
presto e fu nel momento che si avvicinò ai partiti; il sistema, anzi
la
DC, in quattro e quattr'otto ne fece un sol boccone".
"Ben, ma allora - aveva abboccato il Sempreverde che fino ad
allora aveva solo ascoltato - cosa vuoi dire, che anche i 5Stelle,
che sono amici della Lega, hanno il destino segnato?" (essendo il
Sempreverde di madre lingua lombarda abbiamo proceduto ad una
traduzione che haopportunamente purgato i termini da lui usati).
"E certo - era intervenuto il Pensionato- che cun visin vun come
il Salvini io non sarei tranquillo." Poi rivolgendosi al
Sempreverde : " Ma a me, quel che el me fa girà i bal è che ,con
quello scambio merci che hanno fatto fra loro, mi sembra che il
Salvini, per salvas i ciap, sta lasciando giù un po' troppa roba
importante.... la Tav, l'autonomia della regione, il reddito di
cittadinanza. Per mi el g'ha de stà atent anca lù. La gente non è
mica stupida"
Il Sempreverde, che a toccargli il Salvini si altera, stava andando un po' in difficoltà e per evitare il peggio,con il solito suo fare di uno "che le cose le sa", aveva pensato di alzare i tacchi lanciando uno dei suoi soliti anatemi formato rebus: "Fieu, aspettate a parlare dopo maggio!"scatenando fra gli Umarell un'altra discussione su cosa intendesse dire mentre a noi, allontanandosi e con fare connivente, aveva strizzato furbescamente un occhio.
